I mantra sono definiti puro cibo per la mente, ma basta il mantra?

La mente è lo strumento col quale facciamo esperienza del mondo esterno ma anche del mondo interno.
Noi non guardiamo con gli occhi, guardiamo il mondo con la mente di cui gli occhi sono strumento per vedere.
Anche l’esperienza spirituale è percepita dalla mente e ne partecipa in primo luogo con l’esperienza di pace e calma, poi entra in uno stato “presente”.
La mente vaga con i ricordi del passato e con le aspettative e immagini future, senza sosta va da una parte all’altra disperdendo l’energia vitale o prana. In questo movimento costante partecipano anche le emozioni e percezioni che alimentano il nostro ego e la falsa identificazione con credenze e pensieri. E’ così che ci sentiamo stanchi, esauriti, pieni di ansie, persi nei paradigmi della mente. Da qua nascono molti disagi. La mente in questo modo non si sta espandendo ma si sta frammentando in molti pezzi e si dissocia dal pensiero dell’unità!
Immaginate di avere un sacchetto di biglie e che queste siano la mente e i pensieri. Adesso lanciatelo a terra; tutte le biglie si spargono qua e là in molte direzioni. Cosa succede? Perdiamo il controllo e perdiamo energie a rincorrerle e riunirle.
Ogni volta che non siamo nell’unità della coscienza,
la mente tende a frammentarsi e disperdersi e l’ego viene alimentato.
Adesso che avete raccolto di nuovo tutte le biglie mettetele insieme in un sacchetto e avvolgetelo con un nastro. Ottenete così una palla più solida e più forte, è più efficiente.
Questa palla è diventata un oggetto forte, tutte le palline sono state riunite verso un unico punto, e il nastro che le sostiene sono come l’effetto dei mantra sulla mente e sui nostri pensieri.

Similmente quando i pensieri sono riuniti nello stesso punto e la mente viene avvolta dalla potenza purificatrice dei mantra noi sperimentiamo il presente, qui ed ora, il respiro, il prana, lo spirito nella materia e oltre, l’anima nel cuore, la presenza del divino ed infine la comunione e vari livelli di samadhi. Si accende l’esperienza, la mente si espande all’Universo e si alimenta di energia pura e purificatrice.
La concentrazione è la chiave, insieme ai mantra, che operano come strumento agevolando il processo di unificazione della coscienza.
Raggiungere lo spirito è un viaggio. Un viaggio necessita di strade o vie per essere percorso. Spesso viene rappresentato da scale che vanno dalla terra al cielo, dalla materia solida allo stato sottile. Queste vie passano attraverso la mente. I gradini sono le credenze e le strutture che la mente necessita per poter fare esperienza e avanzamento. Ogni esperienza è un passo evolutivo se diventiamo coscienti di esso, se sappiamo come viverlo e trascenderlo.
Ogni credenza dovrebbe essere vista come un’opportunità di crescita, trascendenza, e come un gradino sul quale poggiare il piede per procedere nel percorso evolutivo.
Ogni passo verso l’evoluzione ci dona più libertà, anzi la svela dentro di noi. Le ali si dispiegano ad ogni passo.
Quando invece ci afferriamo alle nostre credenze con forza e fanatismo blocchiamo il flusso evolutivo, smettiamo di avanzare.

Quella stessa opportunità di libertà la trasformiamo in una prigione. Invece di usare le strutture mentali come strumento evolutivo le utilizziamo come campo di dominio su noi e su gli altri.
Le credenze ci servono per un periodo di tempo.
L’universo si muove continuamente, si trasforma ad ogni istante, così come noi. Ogni cosa subisce un processo trasformativo. Rimanere attaccati a una parte del processo blocca il movimento e flusso. Così come una diga costruita in un fiume per bloccare l’acqua. Ma in effetti l’acqua non viene bloccata, viene incanalata altrove. Così ogni volta che tratteniamo i processi evolutivi più del dovuto noi creiamo in noi dei disagi e degli squilibri che sfogheranno nel tempo con disturbi della personalità o malattie.
In un certo senso ci identifichiamo con le nostre credenze e ci allontaniamo da ciò che è Reale.
La materia viene dominata dai sensi, i sensi vengono dominati dalla mente la quale viene dominata dall’intelletto ed infine la coscienza pura domina l’intelletto.
Quando la coscienza ha dominio su questi strumenti noi decidiamo come utilizzarli.
I mantra sono definiti cibo puro per la mente, ma basta il mantra?
Se noi siamo disturbati dalla nostra mente e non andiamo alla radice del problema e cantiamo il mantra pensando che lei si calmi, certamente abbiamo dei risultati, ma è come una medicina per un depresso.

Spesso ho visto persone recitare mantra e muovere la testa qua e là come presi da un isteria, poi si alzano e camminano in su e in giù, poi quando si siedono cadono nel sonno, e poi iniziano di nuovo a muovere la testa. Questo metodo purtroppo non porta molto lontano ma a creare situazioni di ristagno mentale e dipendenza.
Il mantra andrebbe unito ad una presa di consapevolezza di noi stessi più in profondità. Quando otteniamo gli occhi per vedere ciò che va unificato dentro di noi, l’utilizzo del mantra è più effettivo.
E come otteniamo gli occhi per vedere? Con la sincerità e il coraggio di vedersi.
La mancanza di coraggio viene dalla paura, la paura dall’ignoranza, e l’ignoranza con la falsa identificazione di noi stessi e la scissione della coscienza. La mancanza di sincerità è il frutto dell’ignoranza.
E perché ci identifichiamo con ciò che non siamo? Perché non “Sentiamo” più l’Interno di noi e lo cerchiamo altrove. Se smettiamo di sentire apriamo la porta verso l’abisso. Così inizia il viaggio avventuroso di ogni essere verso terre lontane, terre di mezzo e terre vicine.
Quando l’essere è stanco torna a cercare dentro di sé ma deve abbattere tutte le credenze che si è creato durante il viaggio.
Il sentire dell’anima è libero da ogni pensiero e credenza, guarisce le ferite del passato e le proiezioni del futuro, sta nell’infinito presente.
Nessun strumento ti apre la porta al profondo essere, solo il più disperato desiderio di tornare a casa.

Il tempo arriva per tutti, ma non per tutti è lo stesso.
I mantra e il canto dei Nomi di Dio sono un grandissimo aiuto per ritrovare la via verso noi stessi, verso quel sentire ultimo spoglio di qualsiasi struttura mentale, anche in terre vicine, nelle quali restiamo intrappolati. Dio si può solo sentire e vedere con gli occhi dell’anima, non ci sono molte altre spiegazioni, ci sono solo dei sintomi che verificano quel sentire.
Radha rajani dd

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