Secondo la visione Vedica, l’anima si riveste di materia ed entra in uno stato d’ignoranza e amnesia del Sé, e non è più capace di autodefinirsi. Necessita così di riferimenti esterni per ritrovare la via di casa. Se guardassimo con occhi da bambino le leggi dell’universo e come ogni cosa prende forma ci renderemmo conto che tutto è un gioco con le sue regole.

Nella nostra vita la figura del maestro è continuamente presente perché la vita è un percorso di crescita e apprendimento. Nasciamo nel buio senza sapere, e madre e padre, nel bene o nel male, sono i primi maestri nella nostra vita. Poi arriva la scuola con gli insegnanti che trasmettono un sapere storico e teorico di svariate materie. Nel frattempo cresciamo e ci facciamo un’idea sempre più chiara di dove ci troviamo e alcune domande sorgono spontanee: chi sono, da dove vengo e dove sto andando?

Fin dai tempi più antichi l’essere umano si è trovato davanti a queste domande che riguardano un aspetto più profondo dell’esistenza.

La maggior parte delle persone si rivolge ai Maestri o Guru per cercare la Via, altri, ma pochi, hanno attinto a una forza interiore profonda e hanno trovato il loro dialogo col Maestro interiore.

Ci sono una infinità di tipologie di maestri e si potrebbe dire che tutti, in differenti gradi, siamo maestri. Ognuno di noi è stato sicuramente maestro per qualcuno anche solo una volta nella vita.

In questo blog vorrei però parlare dei Guru e Maestri dello spirito.

Maestro è colui che vede qualcosa di te che tu non riesci a vedere e te la sa mostrare.

Il Maestro apre alla visione, il discepolo deve saperla afferrare.

Il Guru non è altro che la manifestazione del sapere Universale che pervade ogni cosa, la conoscenza suprema che può essere conosciuta attraverso varie vie tra cui rientra anche la scienza, anche se più lenta.

I saggi di un tempo erano riusciti a scoprire i poteri del corpo umano e ne avevano fatto un uso appropriato per scoprire le leggi che lo governano e che governano l’intero Universo: microcosmo e macrocosmo.

Il sapere è stato tramandato nei secoli, oralmente e scritto, da coloro che erano riusciti ad entrare nelle “stanze della profonda intuizione”. E’ attraverso l’intuizione profonda che entriamo in contatto con realtà sottili, oltre il velo di Maya, e accediamo al Sapere che è in noi e in ogni cosa. Entriamo per così dire in una consapevolezza certa, non sappiamo come ma quella cosa siamo certi di saperla.

Il Sapere è vivo in noi e lo scopo della vita umana è riconquistarlo e abbattere tutti gli ostacoli che ci tengono lontano. Nel cammino della riconquista spesso abbiamo bisogno di Guide e Maestri che ci ispirino e ci diano conferma o punti di riferimento nelle notti buie.

Ci sono tre tipi di Maestri che io ho conosciuto nella mia vita:

il Maestro Fisico, cioè una persona, la Natura, e la Voce o Guida Interiore.

Si dice che quando una persona sia pronta il maestro appare. Non pensate però che il maestro debba essere per forza una persona fisica. Spesso lo è ma non è l’unica manifestazione. L’incontro con una persona che noi sentiamo come maestro o che l’umanità intera ha riconosciuto come maestro, è sicuramente un momento importante, per alcuni la salvezza. L’abbandono al Guru, come viene vissuto in molte filosofie orientali è sicuramente un processo agevolato; c’è solo da sperare che il Guru sia sincero e ben connesso alla Verità e che abbia conosciuto sé stesso.

Il discepolo si mette nelle mani del Guru, non sa cosa deve fare della sua vita, non ha conoscenza e il Guru lo prende sotto la sua ala protettiva per alcuni anni o per sempre se si tratta di Guru con istituzioni o organizzazioni che operano nel sociale, per cui il discepolo trova una occupazione nella vita, sposa una causa per così dire.

Il discepolo riceve la conoscenza attraverso l’esempio del Guru e l’ascolto o lettura delle scritture Vediche o Sacre della filosofia o religione corrispondente, e in generale si instaura un certo tipo di dipendenza tra discepolo e maestro. Questa dipendenza per un certo periodo può essere positiva, oltre un certo periodo diventa spesso pericolosa e danneggia la via verso l’illuminazione.

Chi non è libero non può rendere libera un’altra persona.

C’è da dire purtroppo che le trappole sono molte e molto sottili.

La tendenza dell’essere umano è quella di proiettare se stesso fuori di sé, a dare potere all’immagine che proietta fuori di sé e a dipendere da ciò che lui stesso crea. In questo modo conferisce potere al maestro e indebolisce se stesso:

Brilla di luce riflessa.

Ricevi l’insegnamento e la conoscenza con umiltà dal maestro, e ricambia facendo tuoi questi insegnamenti, ma stai attento, non conferire il tuo potere ad un’altra persona, brilla di luce propria, sempre. Non credere a tutto ciò che ti dicono come “oro colato”, ascoltati, verifica, medita e sviluppa la tua intelligenza.

Spesso riconosciamo la luce negli altri e non in noi, siamo insicuri, ci sentiamo al di sotto,scollegati dal nostro sentire profondo. Non riconoscendo la luce in noi dipendiamo sempre da ciò che la nostra mente proietta fuori.

Un minimo cambiamento esterno ed ecco che il castello che avevamo costruito cade come una pera matura dall’albero, i nostri sogni infranti, le nostre illusioni devastate, completamente persi, distrutti. (Ne ho visti molti purtroppo).

Ecco che poi la gente si allontana dal cammino spirituale perché coloro che credeva santi non erano poi così santi!!! Ma non è colpa degli umani travestiti da santi, siamo noi che nella nostra ignoranza abbiamo guardato poco all’interno di noi e troppo all’esterno.

Sei tu che l’hai considerato santo perché in molti lo considerano santo!!!!

Noi spesso più che un maestro dello spirito cerchiamo uno psicologo, qualcuno che ci ascolti e ci dica cosa fare, che ci consigli come il padre che non abbiamo avuto, cerchiamo l’affetto di una madre che è stata troppo dura. Cerchiamo qualcuno che ci riconosca, e ci conosca senza che noi diciamo una parola. Il guru ci guarda e ci sentiamo attraversati dalla sua energia come se ci conoscesse da sempre e creiamo così un collegamento emotivo, siamo certi di aver incontrato il nostro Guru e la nostra salvezza adesso dipende da un altro uomo. Molte cose che ci sono mancate le cerchiamo fuori, spesso nel Guru.

Un maestro genuino non crea dipendenza ma dona le ali per volare.

Quelle ali già le hai, lui solo te le fa notare.

Come una madre che ti insegna a camminare e poi lascia la tua mano quando ti vede pronto, o quelle madri che mai tagliano il cordone e non lasciano liberi i figli anche quando sarebbero pronti.

La Natura è una grande maestra ma ci vuole un udito attento, dobbiamo metterci in ascolto ed entrare in empatia. E’ una sintonia che scopriamo quando stiamo nella Natura per molto tempo e sviluppiamo una sensibilità tale che sentiamo la sua voce che ci parla attraverso il sole, le stelle, la luna, l’erba, un albero, un fiore, una formica o un angelo. Il maestro ti sta insegnando attraverso il vento, attraverso il mare o una nuvola.

I messaggeri portano i messaggi a colui che sa ascoltare.

Lei non ti inganna, sei solo tu che devi decodificare il messaggio. Lei è pura, sono le tue impurità che non possono filtrare in modo corretto. Più sei in sintonia, più i tuoi canali sono puliti e più riesci a recepire il messaggio inalterato. I saggi di un tempo scoprirono molte cose attraverso la comunione con la Natura. Ma se non si è puliti si rischia di cadere in convinzioni errate e speculazioni.

Se l’esperienza è autentica lei si ripeterà più volte.

Poi c’è il Maestro dei maestri. Lui vive in te, insieme a te. Vive nel cuore di ogni cosa e nel tuo, nessuno all’infuori di lui ti conosce così intimamente. Lui ti conosce e tu riconosci la sua voce più forte di una madre terrena, è un vincolo eterno. Per trovarlo devi credere in te, devi ascoltarti nel profondo, devi meditare, devi essere sicuro, devi essere semplice e umile, non devi desiderare troppo le cose del mondo, la tua mente deve essere quiete, il tuo cuore come un bambino, devi essere in pace. Spesso quando siamo bambini abbiamo facile accesso a questo dialogo. Lo possiamo perdere per un po’ ma non per sempre.

La voce interiore è il maestro che ti parla e ti guida quando chiudi gli occhi al mondo e cerchi te stesso.

Lui ti mostra la tua Via Personale, ti mostra la Via della Luce. Abbandonarsi a questo tipo di maestro è un atto molto profondo ed elevato, non tutti gli esseri hanno raggiunto questa sensibilità. Hanno perso il sentire, per questo cercano fuori ciò che realmente è dentro. Per abbandonarsi a questo maestro ci vuole coraggio, e ci si può abbandonare a lui solo quando lo abbiamo scoperto.

E’ un processo graduale, e credo che ogni incontro con i maestri esterni dovrebbe avvicinarci al nostro maestro interno. Nessuna di queste tipologie di maestri esclude l’altro, basta non chiudere la mente, ed essere sempre ricettivi ai messaggi perché possono manifestarsi in diversi modi. A volte è la parola di un guru o di una persona che cammina per strada, a volte è mentre osservi qualcosa in fila alla cassa di un supermercato, a volte è mentre guardi un tramonto, a volte è quando chiudi gli occhi e senti che dentro qualcuno ti vuol parlare.

Abbracciate l’universo intero, il maestro vi guida in ogni istante in molteplici forme, la conoscenza è accessibile a tutti, mettiti in ascolto!

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