Questa è la mia storia personale di come e perché mi sono avvicinata alle Asana di Yoga e come hanno contribuito a un serio miglioramento fisico e mentale. Il mio percorso di ricerca spirituale è iniziato all’età di 15 anni quando la perdita di mio padre ha segnato drasticamente la mia vita. Tutto cambiò. Le domande sulla vita, e di chi fossi io, affioravano alla mia mente con molta frequenza, e questo creava in me un forte desiderio di ricerca, e quando arrivò il momento propizio lasciai l’Italia, appena dopo il diploma, alla ricerca di me stessa! Mi recai alle Isole Canarie, sentivo che erano Isole idonee alla mia ricerca, non sapevo quanto sarei rimasta, forse qualche mese, invece passarono 12 anni. In quell’arco di tempo la magia si presentò a me in forme conosciute e sconosciute, la Natura con le sue forme e il suo linguaggio mi svelò i segreti sottili di questa dimensione, gli incontri con persone mistiche e speciali mi aprirono delle porte importanti. Mi abbandonai a tutto ciò: le risposte iniziarono ad arrivare. I primi strumenti che mi arrivarono erano la meditazione sul silenzio e l’ascolto di ciò che ero in grado di percepire, i mantra, le visualizzazioni, le canalizzazioni del cuore che esprimevo in pittura e poesia. La mia mente era continuamente assorta nell’Altissima ricerca dei messaggi del Cielo. Nonostante fossi in terra Africana, senza rendermene conto, persi il mio collegamento con l’aspetto più fisico e terreno. Non scelsi l’ascolto della natura come spinta verso l’ancoraggio, ma come spinta verso il Cielo. Con gli anni intensificai la mia ricerca e mi ritirai completamente in me e nel Cielo. Recitavo mantra tutto il giorno e meditavo, lavoravo quel poco che mi bastava per mangiare, durante 7 anni. Raggiunsi molte realizzazioni, per me, molto alte, e un giorno udii queste parole: “Vuoi andare o vuoi restare?”

Non sono mai stata molto interessata all’aspetto terreno della vita, ciò che mi chiamava era il Cielo. Con gli anni compresi invece dell’importanza dei due aspetti: Terra e Cielo, noi siamo nel mezzo, i nostri piedi poggiano sulla terra e i nostri occhi possono vedere il cielo.

Iniziai a cambiare visione ed iniziai un serio radicamento, perché la mia risposta a quella domanda fu: “si devo e voglio restare, non ho finito ciò che sono venuta a fare”. Ma ero andata troppo in alto, conoscevo il Cielo, e la Terra mi stava stretta, nutrivo una sorta di rifiuto. Il mio corpo lo utilizzavo per camminare se dovevo, o ci andavo in bicicletta, ma soprattutto stavo seduta a meditare. All’età di 27 anni avevo perso la mia forza muscolare, il tono, elasticità, non digerivo bene, avevo moltissime intolleranze alimentari già da molti anni, ciclo mestruale un disastro, soffrivo  di gonfiori addominali e in tutto il corpo. Tutto questo era in me, ma io amavo il Cielo, e non gli davo peso, ero felice! Ero felice, chi mi vedeva sempre mi chiedeva come facessi ad essere così serena e luminosa, ma dentro c’era qualcosa che non andava. Non ero pronta ad integrarmi, la mia esperienza andava solo verso una direzione e la mia parte fisica ne soffriva. Solo quando compresi che corpo, mente e spirito sono da prendere simultaneamente in considerazione ed integrati armoniosamente col resto dell’esistenza, iniziai con coraggio a volgere il mio sguardo verso terra. Esiste un collegamento, una meravigliosa relazione tra loro, (mente, corpo e spirito), è un’alchimia, che se conosciuta e integrata ti porta verso la completezza dell’esperienza spirituale.

Si dice che ci siano molti Maestri del Cielo e molti della Terra e poi ci sono coloro che sono Maestri di entrambi i mondi.

Credo fortemente che dobbiamo dirigerci verso la completezza, noi esistiamo tra Terra e Cielo, questi due grandi maestri sono le due ali verso la Comprensione Assoluta. Non possiamo solo nutrirci di una ed escludere l’altra, così come , in un cammino verso l’illuminazione non possiamo tener solo conto di alcuni aspetti: mente, corpo e spirito devono essere conosciuti, armonizzati e integrati per poi vivere la piena libertà e felicità che i Grandi Saggi hanno conosciuto.

Effettivamente il mio corpo non era sano e forte, lo sembrava, ma in realtà era stato abbandonato da me. Un giorno all’età di 28 anni conobbi un’insegnate di Ashtanga Yoga, era stata varie volte a Mysore e praticava col Maestro Pattabhi Jois, ma io non conoscevo molto queste discipline. Da piccola ho fatto molto sport ma  poi tra i 19 anni e i 32 ho solo meditato. Lei mi insegnò alcune asana semplici per la digestione, alcuni piegamenti in avanti. Provai e avevo dolori ovunque e non ero per niente flessibile. Non ci potevo credere, in quel momento mi accorsi che dovevo fare qualcosa. Passarono ancora un po’ di anni. All’età di 32 mi dissi: devi seriamente fare qualcosa per riportare armonia nel tuo corpo. Rifiutavo la Terra, il prana scorreva solo dal quarto chakra in su, in basso era molto bloccato. Il processo del radicamento non è stato facile, ho impiegato degli anni. Mi recai a Mysore, in India, e incontrai un bravissimo insegnate di Hatha Yoga (Sergio Martinez), e con lui iniziai a lavorare su un aspetto di me che per molti anni avevo abbandonato. Dopo ho continuato il percorso con il maestro Acharya Venkatesha di Mysore. E’ stato un processo doloroso, un po’ lo è ancora oggi, ma ho scoperto che la ricerca verso di noi è qualcosa di grande. Yoga asana mi ha  aiutato seriamente a scoprire nella mia mente le mie resistenze alla vita e le mie chiusure verso me stessa. Ho risolto problemi  di digestione e gonfiori, intolleranze sparite, e il ciclo è regolare. Ho riacquisito flessibilità e forza. Sono morta e poi rinata, come una metamorfosi. Ho ridotto moltissimo i tempi di meditazione, cerco l’equilibrio ma soprattutto cerco di ascoltarmi e percepirmi nel presente. Non è più una fuga verso il Cielo e neanche un rifugio verso la Terra ma è un sentire interno, un ascolto verso i luoghi più intimi del mio cuore sfiorato dal respiro di questa condizione umana che partecipa con la sua natura. Anche la mente ne partecipa e si nutre della luce.

Come disse un a mia maestra: “Le asana liberano il corpo, la meditazione ti conette”.

Ci sono infatti molte linee di pensiero e discipline che non sono integrate con tutti gli aspetti. Chi medita dice che le asana non servono a nulla, e chi fa asana dice che bastano quelle. Io credo fortemente che abbiamo bisogno di entrambe nel cammino dell’autorealizzazione. Spesso ho sentito questa affermazione da spiritualisti:

“Noi non siamo questo corpo”.

E’ vero, ma è un veicolo prezioso, è la barca sulla quale stai viaggiando, ed è molto più importante di quel che pensi! Non ti ci devi attaccare ma neanche lo devi rifiutare. Ad ogni cosa dobbiamo dare il giusto valore.

Il  corpo fisico è la manifestazione della nostra mente, aspetto più sottile, e quando cambiamo la nostra mente cambia anche il nostro corpo. Come ho fatto io a cambiare? Ho cambiato pensiero. Ho cambiato quei pensieri e convinzioni, ai quali ero molto attaccata, sui quali basavo la mia vita e che non mi facevano digerire, mi gonfiavano, mi chiudevano ad alcuni aspetti. Non è mai facile cambiare la struttura mentale che costruiamo ma non è impossibile. Un maestro disse: “ La mente è come la plastilina, ci puoi fare quello che vuoi, come la metti lei sta”.

Questa mia testimonianza è per tutti, soprattutto per coloro che tendono troppo verso il Cielo o verso la Terra e che credono di non farcela ad armonizzarli.

Si può, attraverso l’Amore: per conoscere qualcosa lo devi amare.

La mia maestra mi disse un giorno: “Se non ami il proposito per il quale sei venuta, in questo corpo e in questo mondo, ti ammalerai e te ne andrai”.

Non voleva farmi paura, ma mi scosse molto, sapevo che aveva ragione. Non amavo la Terra. E non mi venne naturale all’inizio, forse non lo è del tutto neanche ora, ma mi comporto e penso come se l’amassi. Così imparo ad amare.

Un giorno un discepolo pose questa domanda a un maestro: “come faccio a essere generoso anche se non è naturale per me?”

Il maestro rispose: “Comportati come se lo fossi, allenati, un giorno diventerà naturale”.

Ama ogni cosa, solo così potrai svelare la sua essenza, il suo significato, abbraccia le tue paure e svaniranno tra le tue abbraccia, accogli ciò che rifiuti e vedrai che erano solo granelli di sabbia, mettiti in ascolto verso ogni aspetto della tua vita, ogni cosa porta un insegnamento prezioso che ti farà crescere ed ampliare la tua visione. Sii maestro di te stesso e dei due mondi.

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