Oggi si parla molto di Yoga, di fare Yoga, di fare scuole per insegnare Yoga, ed infine essere uno Yogi.

Ma abbiamo capito cos’è questo Yoga? Se pensiamo che Yoga sia assumere delle posture seguite dal respiro, siamo ancora ben lontani. Lo Yoga è una scienza che, se ben usata, ci riporta nello stato originale di noi. Oltre la nostra mente e credenze. I saggi dicono, oltre la morte e la nascita. Non è una cosa da poco!!!

I Veda menzionano che c’è un oceano da attraversare, che separa il sé dal vero Sé. E cos’è quest’oceano? La mente.

Noi, oggi, siamo il prodotto di successi e fallimenti passati, abitudini e credenze sui quali abbiamo modellato il nostro carattere, attaccamenti che sviluppano possesso e rabbia. La rabbia conduce alla delusione, o frustrazione, che porta alla perdita di memoria. La perdita di memoria conduce alla perdita del potere discriminatorio e così un essere è perduto.

Solo la Via del Risveglio da questo sogno ci dona le ali per volare di nuovo liberi. Ma il Risveglio è un cammino che deve essere percorso con le proprie gambe. E i grandi ostacoli dobbiamo superarli da soli, seguendo l’esempio di grandi Yogi. Come disse Gesù: “Ognuno porti la propria croce, ma mettete i piedi dove li metto io.”

In che modo? Ci sono tre chiavi trasformatrici importanti nel cammino dello Yoga: la Sincerità, la Compassione e il Perdono.

Quali sono gli ostacoli che incontriamo nella Via? Gli ostacoli sono gli errori che commettiamo, quando entriamo in dissonanza con le Leggi Armoniche Universali, quando usiamo gli altri per i nostri interessi egoici, ecc….

In che modo uno Yogi può essere sincero? Quando davanti ai propri errori, gravi e meno gravi, si corregge, trasforma e va avanti nel cammino.

Se non avviene questa trasformazione non possiamo avanzare.

Se fossimo già puri non saremmo qui. La purificazione è necessaria per l’avanzamento sul sentiero spirituale.

Quando ci mettiamo in cammino, lo facciamo con tutto ciò che abbiamo: attaccamenti, paure, odio, lussuria, ecc, ma anche con qualità positive. Chi pensa di essere già puro senza dover cambiare nulla di sé non avrà successo spirituale.

La santità è il risultato di una profonda purificazione che necessita vite, non una, ma vite!

In che modo uno Yogi dovrebbe vedere i propri errori o ostacoli?

Come una grande benedizione, che se compresa, diventa il gradino sul quale poggiare il piede per proseguire.

Succede spesso invece che per la vergogna del nostro errore alla luce degli altri tendiamo a difendere e trovare delle scuse e spiegazioni anche quando siamo in torto. E mentre il mondo fuori sta giudicando e attaccando, sia gli uni che glia altri perdono di vista che gli Yogi non si dovrebbero comportare così. Gli Yogi dovrebbero rimanere uniti nella compassione e nel perdono.

Chi cammina nella via della falsità presto cadrà, e chi cammina nella via della verità presto cadrà, ma si correggerà. Questa è l’unica grande differenza.

Tutti siamo pieni di peccati, non giudichiamo, ma bensì preghiamo e purifichiamo le nostre attitudini e abitudini. In questo mondo non ci sono vittime innocenti. Tutto succede per una legge ben precisa. Ma la nostra miope visione non la vede. Ci sentiamo sempre vittime delle situazioni esterne. Ma per qualche ragione, in quel preciso momento si sono manifestate. Le reazioni karmiche , prodotte da azioni mosse in vite precedenti ,non possono essere evitate, ma si può comunque fare tanto. E’ il modo in cui le affrontiamo che fa di noi grandi Yogi! Ed è giusto che le cose accadano, spesso, come noi non vogliamo. Ma vi è nascosta una grande lezione, chi la accetta è dotato di grande umiltà, qualità degna di uno Yogi. E colui che si corregge e si purifica presto vedrà la Luce Divina.
I grandi doni spesso si nascondono dietro il velo del dolore, e la nostra parte debole diventerà il nostro punto di forza. Chi ha questa visione è sicuramente uno Yogi.

Sul passato non ci possiamo fare molto, ma possiamo intervenire sul nostro presente per un futuro migliore.

Quale desiderio più grande può avere uno Yogi se non quello di essere un esempio per il mondo.? Uno Yogi non è colui che non sbaglia mai, ma colui che vede gli errori come benedizioni, perché in quelle benedizioni è nascosta la visione del Sé.

E’ con grande compassione che lo Yogi fa vedere gli errori dell’altro senza giudizio, senza rabbia. Non ci si rallegra di una grande punizione data, ma piuttosto, ci si rallegra se questa persona vede nella punizione uno spiraglio di luce al quale aggrapparsi e risorgere. Solo in questo uno Yogi può rallegrarsi, il resto è solo sofferenza per gli umani. Uno Yogi mai si rallegra per le sofferenze altrui. La giustizia sarà fatta comunque prima o poi, l’Universo sa riportare sempre in equilibrio ogni disarmonia.

Che lo Yogi sia pronto a perdonare in ogni tempo, perché questo lo libera dalla falsa concezione di essere una vittima innocente, e spezza quelle catene che lo legano al mondo.
E’ sicuramente un grande Yogi chi mette in pratica la vera e completa Scienza dello Yoga, e ogni volta che sbaglia si corregge, fino a che non raggiunge la meta ultima.

Radha rajani dd 14 ottobre 2016.

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