Questo è un tema sicuramente fondamentale per chi pratica Yoga, ma è anche un insegnamento Universale praticabile da tutti coloro che vogliono migliorarsi come persone ed uscire dalla sofferenza. Sia Patanjali nei sutra che Shri Krishna nella Bhagavad- Gita considerano vairagya (distacco emotivo), insieme ad Abyasa (pratica costante),  uno dei pilastri del percorso evolutivo.

Ma cos’è realmente questo “distacco emotivo” dal mondo, da ciò che mi accade intorno? Ogni cosa perde d’importanza allora? Come devo vedere le situazioni?

Questo Vairagya è la chiave per sintonizzarci al centro di noi stessi, nell’armonia, nella consapevolezza, nella comprensione e nell’amore. E’ proprio quando ci distacchiamo da ciò che succede e “contiamo fino a 10” invece di rispondere pan per focaccia, che concediamo a noi stessi l’opportunità di capire che cosa sta succedendo, primo, e poi di rispondere all’accaduto con consapevolezza. Se non esercitiamo il distacco, il più delle volte, chi risponde è il nostro ego offeso, arrabbiato, pronto, a volte, alle vendette più disastrose. Chiediamoci:
Chi vuoi che risponda? Tu, il Sé? O la tua rabbia,l’ ego?

Quante volte ciechi dall’ira abbiamo risposto o fatto cose di cui poi, a mente fredda, ci siamo pentiti? Ecco, la pratica del distacco risolve questo problema, ed è utilissima in tutte le situazioni della vita, come davanti a un cambiamento al quale resistiamo. Quando resistiamo soffriamo, quando lasciamo andare le cose e ci adattiamo entriamo nell’armonia. Vairagya ci insegna ad entrare nel flusso Universale, ad essere fluidi come l’acqua davanti ad un ostacolo: si aprono nuovi canali!

Ci mostra l’amore, il rispetto, la comprensione profonda, allarga la visione, ci dona gli occhi del Sè per vedere il mondo e noi stessi.
Quante volte soffriamo perché le cose non vanno come le vogliamo?  è una sensazione terribile e pian piano il nostro cuore diventa pesante come una pietra!

Ma quella cosa era importante per me, perché non va come vorrei?

Perché l’Universo ha i suoi piani e noi dobbiamo entrare in Sintonia con Lui per comprendere che ciò che non ci piace ora, in realtà è l’inizio di un gran dono.

“Allarghiamo la nostra visione con il sano distacco per vedere i doni nascosti intorno a noi”.

Distacco non significa scappare dal mondo, o non agire, anzi proprio l’opposto, ti permette di essere nel presente, sveglio e attento, per agire con il Sé interiore (intelligenza divina).

Vairagya ti libera dagli attaccamenti e dipendenze che ti rendono schiavo. Ogni volta che entri nel Sé sei Tu che decidi di non essere “la foglia portata dal vento”.

Adesso uno potrebbe dire: “che belle parole di saggezza, ma difficile da mettere in pratica!”

Ed è proprio qua che entra in gioco il primo pilastro:

Abyasa, la pratica costante.

La pratica costante di discipline quali, asana, meditazione, mantra, pranayama, studio delle scritture autentiche o scienze spirituali, per esempio i Veda, seguito da alimentazione vegetariana, dalla compagnia di persone nella via della realizzazione e di Maestri, ci purificano la mente e il cuore. Saremo in grado di agire sulla mente, e i pensieri, facendo di lei il nostro più prezioso strumento creativo anziché distruttivo.
La pratica rende la nostra mente forte e vigorosa, senza la quale non siamo in grado di fare nulla. Per questo le cose ci sembrano difficili, e presi da pigrizia mentale rinunciamo.

Le cose sono difficili quando non le conosciamo, se le pratichiamo, col tempo diventano familiari, le conosciamo e un giorno saranno facili.
Arjuna nella Gita dice le stesse cose a Krishna: “Questa pratica che mi hai esposto per controllare la mente la vedo molto difficile. Mi sembra più possibile controllare un uragano che una mente impazzita”. Krishna risponde così:

“E’ vero è sicuramente difficile ma non impossibile,.. come?

Con Abyasa e Vairagya. Questi sono gli strumenti per conquistare la mente e fare di lei la tua migliore amica”.
Lo stesso conferma Patanjali nei primi sutra del Samadhi Pada, e poi tanti Santi e Maestri nella storia.

Quindi sono chiavi importantissime se vogliamo vivere una vita più serena e costruttiva.

Quando manca il distacco emotivo le nostre vite sono modellate su pensieri e schemi mentali ben radicati che ci danno l’illusione di possedere cose e persone. Un fallimento nell’intento produce frustrazione, delusione, depressione, rabbia, insicurezza, ecc….

La sensazione di “Io e Mio” domina in ogni circostanza producendo a volte vittorie a volte sconfitte, a volte alleanze e poi conflitti, felicità e frustrazione, amici e rivali, guerre e paci, nascite e morti, e in questo modo il paradigma della dualità non ha mai fine.

Ecco una pratica di visualizzazione meditativa che si può  fare per entrare nel distacco e come modificare le emozioni.

Vai nella natura, oppure in uno spazio per te speciale, in casa o fuori, siediti con la schiena dritta (per terra o su una sedia). Concentrati sul respiro per qualche minuto. Poi recita dei mantra o una preghiera a te familiare, oppure pranayama (esercizi su respiro), oppure qualche asana, una piccola praticha che ti faccia stare bene ma soprattutto che ti metta in connessione con la parte più alta e profonda di te. Fallo per 30 min, dopodiché siediti di nuovo. Adesso se riesci, porta alla mente la questione che non sei riuscito ad affrontare con serenità e distacco.

Vediti,  non in prima persona ma come uno spettatore a teatro, non identificarti con ciò che è successo, proprio come se non fosse successo a te. Rivediti la scena, il conflitto, come se fosse successo a terzi, pratica questo distacco e meditaci.

Sicuramente ciò che è successo ha provocato delle reazioni in te creando così delle emozioni che non ti fanno sentire bene. Vediamo cosa fare  a proposito.

Entra nel profondo del tuo cuore, amplia la visione con l’intelligenza di cui sei disposto.

Adesso osserva le tue emozioni a riguardo dell’accaduto, come ti senti, cosa provi? Rabbia, ingiustizia, lamento, dolore, strazio, tradimento ecc…….
Ora facciamo in modo che tutto questo sentire non ti TRAVOLGA completamente da non vedere più la Luce.

Sicurament hai formulato dei pensieri che hanno prodotto certe emozioni, dovuto alla tua reazione “x” all’accaduto. Ricorda, il pensiero crea l’emozione. E se è vero che possiamo controllare il pensiero possiamo anche con le emozioni. A pensiero contorto corrisponde un emozione altrettanto pesante.

Inizia a RIFORMULARE i pensieri in pensieri più lineari e positivi. Per esempio:

“Quello che mi è accaduto sembra ingiusto, ma nella vita non va sempre tutto bene.

Non tutto deve necessariamente andare come vorrei io, anche se preferirei che fosse così.

Gli altri non debbono comportarsi per forza come vorrei io, anche se sarei felice che lo facessero.

Mi rifiuto categoricamente di rovinarmi la vita per le cose che mi sono successe”.

Riformulare i pensieri a volte necessita di esercizio, di ripetizione costante fino a che la mente si abitua a pensare in modo positivo.

Tu controlli i tuoi pensieri ed emozioni, sei tu che appesantisci la tua vita o la guarisci. Nuovi pensieri generano nuove emozioni.

Le avversità si possono superare oppure ne siamo sopraffatti , dipende da noi e da come formuliamo i nostri pensieri.

ALLENATI a trasformare i pensieri contorti in pensieri lineari, qualunque cosa accada, pensa a ciascuna esperienza come un’occasione di apprendimento e impara la lezione che ti insegna. Magari scopri che nasconde un dono prezioso!

Medita su questi temi, applica la teoria e vai per gradi, la tua vita cambierà in meglio.

Ricorda che ci sono delle cose nella vita che non possono essere cambiate, vanno ACCETTATE, MA POSSIAMO  CONTROLLARE L’EFFETTO CHE HANNO SU DI NOI, e non è poco!

Radha rajani devi dasi Settembre 2016

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